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Scritto da Giorgio Pesenti
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Martedì 21 Febbraio 2012 18:06 |
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Domenica 19 febbraio
“Sui sentieri del papa”, Les Combes, Valle D’Aosta
Sesta prova del circuito “ciaspol cup”.
Per l’aquila rosa Valetudo Carmela Vergura
successo di tappa e scettro provvisorio.
Guarda le foto su Gallery.
Sarà stato un caso, un momento delicato del sonno, ma stanotte ho sognato due santi San Pio da Pietrelcina e San Giovanni Paolo Secondo. Forse il caso è, come si dice, il seguito di una bellissima visione e atmosfera vissuta ieri, domenica 19 febbraio il quel di Les Combes. Introd, piccolo comune della Valle D’Aosta ospita per il sesto anno una gara con le ciaspole, quest’anno inserita nel circuito valdostano Ciaspol Cup. Il percorso parte a soli cento metri dalla caratteristica casa di cui il Papa era tanto innamorato. Durante il percorso con le ciaspole si attraversava persino il cortile di quella che fu la prima casa che aveva ospitato il Santo. Essere lì in quei posti, camminare sui sentieri costruiti apposta per lui, ammirare quel meraviglioso belvedere a pochi metri dalla casa papale, vedermi seduta sulla panchina dove Papa Giovanni Paolo pregava e meditava, mi hanno sicuramente emozionato, profondamente, più di quanto pensassi. Stanotte il sonno concitato risentiva ancora dell’emozione. La gara con le ciaspole è stata vissuta dalla sottoscritta con estrema felicità per essere andata lì con la famiglia, aver vissuto una bella domenica con altre persone sorridenti e aver corso sui sentieri che il papa percorreva nella sua permanenza montanara. Il percorso lungo circa 3 km si sviluppava con degli anelli sul pianoro di Les Combes. Poco dislivello in salita ha fatto sì che la gara risultasse velocissima. Una quarantina di ciaspolatori hanno goduto del meraviglioso luogo che ci ha ospitato; un buffet ben fornito e le ricche premiazioni hanno reso contenti tutti i partecipanti e tifosi. La sottoscritta ha vinto tra le donne, attualmente sono prima nella classifica della Ciaspol Cup, mancano ancora due prove, ma il vero divertimento è esserci sempre con la testa, con il cuore e con la famiglia.
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Scritto da Giorgio Pesenti
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Martedì 21 Febbraio 2012 17:43 |
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Gran fondo di sci Tecnica Classica
Cogne, Valle D’Aosta
Domenica 12 febbraio
Di Carmela Vergura. Anche stamattina farà freddo... queste le prime parole svegliandomi alle 5.30 del mattino di domenica 12 febbraio. Tutto è pronto, sci in macchina, borsone attrezzato per ogni tipo di temperature e ricambi adeguati. Colazione velocissima e parto, questa volta senza la famiglia, verso Cogne, paesino famoso, aimè per una sorta di cronaca nera, sino a qualche anno fa, ma agli sportivi Cogne è conosciuto come il paradiso del fondo, oltre 100 km di piste perfettamente preparate per tutto l’inverno. Cogne è anche sede di famose gare di sci di fondo a livello internazionale. Una delle competizioni che sicuramente rende famoso Cogne, è la Marcia Granparadiso. Una gran fondo a tecnica classica con gli sci stretti e lunga esattamente 45 km. La partenza della gara avviene sul prato di Sant Orso. Un pianoro che in estate si presenta come un altipiano verde e immenso. Il percorso della Marcia attraversa tutti i paesi dove transitano le piste di fondo. Epinel, Cretaz, Valnontey, Lillaz, sono posti dove una massa di circa 700 – 800 sciatori tutti gli anni si ritrovano per trascorrere una domenica di ...pura fatica.
Questa del 2012 è la mia nona partecipazione, ogni anno mi dico sempre è l’ultima volta perchè il passo alternato non è quello che preferisco, ma essere lì in questo contesto naturale, nel mezzo del Parco del Gran Paradiso, nel sentire che gli sci scorrono nei binari e respirare l’aria sottile dei 1400 metri è una sensazione unica, imperdibile. Non importa se il mattino dopo le braccia, le spalle, la schiena sono indolenzite, non importa se il percorso è tra i più tecnici tra queste gare, molto di più della Marcialonga di Fiemme e Fassa, che di tecnico ha solo la lunghezza dei 70 km.
Alle 8.30 sono pronta con il mio pettorale che mi fa partire con il penultimo gruppo e puntualmente alle 9.30, quando finalmente il sole fa capolino sul piano di Sant Orso, i 700 concorrenti partono frazionati, temperatura meno 13.......beh, tutto sommato sono abituata all’idea che in montagna deve far freddo, quindi non lamentiamoci. Oggi non si ha problemi di sciolina, sotto gli sci va bene la blu, la sciolina che io preferisco: è quella adatta per nevi fredde, non bisogna esagerare a metterne troppo, altrimenti non si va avanti. Davanti a tutti noi, quelli che puntano al tempo, alla classifica di sciolina ne mettono appena l’odore. I primi 15 km ci vedono transitare verso Epinel, si va via veloci, quasi tutta discesa, e qui perdo posizioni su posizioni, non ho paura di cadere ma ho paura di quelli che mi arrivano da dietro....tanto in salita li riprendo, penso fra me e me. Finalmente la lunga ascesa verso Valnontey mi fa vivere la mia Marcia, gli sci tengono, le braccia spingono e vado via con un passo alternato che negli anni è migliorato. La mia fatica dura 3 ore 18 minuti, arrivo 23° tra le donne, e posso dire che se non avessi esagerato con la sciolina probabilmente avrei tolto ancora qualche posizione. Grande partecipazione di atleti fuori regione, anche Claudio Chiappucci ex ciclista onora la Marcia con la sua presenza, protetto e spronato dall’ex fondista azzurro Marco Albarello. Al traguardo sono arrivata insieme a loro come lo scorso anno, insieme. E’ una domenica di festa quella di Cogne, tutto il paese vi partecipa, il freddo passa in secondo piano perché il calore umano è unico, ed io sono stata molto contenta di esserci stata.
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Scritto da Giorgio Pesenti
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Lunedì 20 Febbraio 2012 21:05 |
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Brizio Emanuela e Gramegna Alberto
mettono le ali dell’aquila Valetudo
alle loro ciaspole, due successi d’autore.
Domenica 19 febbraio 2012 si è galleggiato sulla neve per la "Ciaspolando tra laghi e monti" nel parco naturale della Valle Antrona, la magia di questo parco si identifica in questa frase: “il vero fascino della montagna dove l’anima si riempie di gioia”. Questa prova con le ciaspole ha avuto come sede Cheggio in provincia di Verbania ( Cheggio significa luogo aperto e soleggiato ). Lo starter ha sparato il botto del via a 130 atleti, il tracciato è stato disegnato a quota 1500 mt. s.l.m., il gpm è stato l’Alpe Mari e dalla partenza i ciaspolatori hanno corso in salita per un dislivello di circa 250 metri. Vittoria rosa per l’aquila Valetudo rosa Emanuela Brizio, la ciaspolatrice di Aurano ha messo le sue ciaspole Baldas davanti a tutte con il time di 19’10”, 2^ Ravarotto Francesca 25’10”, 3^ Pesenti Gilda. Nella classifica maschile la new entry Valetudo skyrunning Italia Gramegna Alberto è letteralmente volato al traguardo con il time di 16’05”, 2° Zarantonello Marco, 3° Fantoli Michele.
GiorgioV-VMNRIC 2012.
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Scritto da Giorgio Pesenti
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Lunedì 20 Febbraio 2012 19:01 |
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14 km e 650 mt. dislivello +.
2° Memorial Rosa Zanardelli
Concesio Bs 26 febbraio 2012.
Ultimi pettorali a disposizione per la gara agonistica, ricordiamo che è possibile iscriversi fino alle ore 12.00 del 24/02 al costo di 15 euro. Dopo il 24/02 o all'esaurimento dei pettorali disponibili, le iscrizioni alla competitiva verranno chiuse. Resteranno invece aperte fino alla mattina del 26/02 le iscrizioni per la camminata non competitiva. Con gli oltre 200 atleti iscritti attuali si prevede un'edizione particolarmente partecipata a cui si stima si aggiungeranno circa 150 escursionisti e amanti del trekking. Per ora già è record di presenze. Unico neo.....la neve si sta sciogliendo!!!
http://www.atleticaconcesio2009.it/pagine_1.php?id=129
Il Giro dei Grassi è una gara di trail running che si svolge su terreno collinare (da 215m a 900m slm ). Il percorso si addice sia ai trailers che amano la competizione, sia agli escursionisti che possono godere dell'ambiente con più calma. La percorrenza al passo è stimata a circa 2h e 45 min. Presenta, dopo un breve tratto di asfalto che attraversa le frazioni Pieve e Roncaglie, una prima parte di salita impegnativa su sentiero fino alla località Pantera (520 m slm)(ristoro). Da qui, raggiunta la Santella si svolta a sinistra seguendo un tratto sterrato che prevede numerosi cambi di pendenza, mai impegnativi, ma che necessitano di discreto allenamento e predisposizione ai cambi di ritmo. Dopo circa 2 Km di sterrato attraverso boschi di querce e castagni si raggiunge la malga Grassi dè le Còle ( m 780 slm) (ristoro) incrociando, in prossimità della pozza, il secolare Carpino bianco dei Grassi, vero monumento naturale degno di ogni attenzione. La cascina dei Grassi , che si erge al centro dell'ampio prato a pascolo, rappresenta la tipica costruzione di fine '600, con il particolare pozzo esterno circolare a renderla davvero interessante. Il panorama della pianura padana che si può ammirare da questo punto merita certo la fatica di arrivarci. Restando a monte della malga si prosegue in quota per un ampio e corribile sentiero ( n° 378) per altri 2 Km sino alla cresta delle Valli Gemelle, qui si svolta a destra per l'ultimo breve strappo in salita fono alla posta di caccia. Si prosegue a sinistra prendendo il sentiero che in un breve e veloce tratto di discesa porta alla malga Grassi Carpini (m 800 slm). Anche questa cascina, più piccola della precedente, risale al '600 conosciuta anche come cascina Bonomi. Potrete godervi il ristoro proprio sotto l'ampio portico ma senza riposarvi troppo....da questo punto, infatti, si inizia una lunga discesa sempre su sentiero, con tratti tecnicamente impegnativi, che riprende la cresta che sovrasta l'abitato di Concesio. Rapido passaggio accanto al rifugio degli Alpini in località Colma (550mt) con un altro punto panoramico davvero unico che permette uno sguardo alla grande croce in ferro benedetta dal Papa Giovanni Paolo II nella sua storica visita a Concesio. Altro tratto di veloce discesa che riporta nell'abitato della Pieve fino all'arrivo.Il dislivello complessivo è di circa mt 700 +, per circa 14 km di sviluppo lineare.
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Scritto da Giorgio Pesenti
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Lunedì 20 Febbraio 2012 16:07 |
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E’ stata una grande esperienza..
Di Isabella Labonia: Sabato sera scherzavo sul numero di pettorale 235, che comprende il 35, cioè la massima distanza mai percorsa per me e Matteo e un mio amico mi aveva detto: 5-3 fa 2 per cui devi arrivare almeno seconda. E io non l’ho deluso e sono arrivata addirittura prima. Questa vittoria inattesa, su una distanza mai percorsa, fa ben sperare per la prossima stagione di skyrace e skymarathon che temevo di dover abbandonare nel momento in cui, dopo ogni gara corsa nella stagione 2011, sono dovuta stare ferma o per i talloni o per una distorsione alla caviglia o per altri acciacchi. Tu credi di scegliere tra gare su strada o skyrace, ma in realtà è la montagna che sceglie te. E oggi più che mai l’ho compreso appieno perché, fin dai primi km, vedevo atleti che, con scarpe inadeguate, scivolavano sul percorso, rischiando anche di farsi male in modo serio. La montagna non è per tutti e, soprattutto, non bisogna credere di poterla battere. E’ lei a volte che ci lascia vincere. Per tutta la scorsa stagione in cui dubitavo che la mia strada fossero i suoi sentieri, la montagna ad ogni gara si prendeva una parte di me: i talloni, la caviglia, le ginocchia. Dopo l’esperienza di due settimane fa a -17°C sul percorso di 30 km dei sentieri di Santa Cristina, oggi non sapevo più a che santo votarmi e ho deciso di affidarmi agli elfi ed ai folletti degli splendidi boschi di Gargallo. Con la loro benevolenza, ho guadato fiumi, mi sono lanciata a perdifiato nelle lunghe discese su neve, ho padroneggiato le contropendenze, sia nevose che fangose, e mi sono anche arrampicata con mani e piedi su pendenze terrose dopo esser scesa quasi pattinando nelle tante gole che hanno movimentato la parte finale del percorso. Non mi sono mai data per vinta anche se non sapevo, all’inizio, di essere in testa e, durante la gara, a quanti minuti fosse la seconda donna. Ho corso sempre col sorriso, spesso ingannando le lunghe salite scambiando due chiacchiere coi compagni di avventura che staccavo in discesa e mi riprendevano nei lunghi tratti in piano su neve. E’ stata una grande esperienza, da cui sono uscita senza neanche una vescica sui piedi, nonostante i calzini inzuppati e le scarpe piene di neve, acqua e fango. Forse solo perché non ho più paura della discesa e la faccio spingendo (come mi ha detto, dalla prima volta che le ho chiesto come si dovevano affrontare le discese, la mia mentore, niente poco di meno che la supercampionessa Manuela Brizio) anziché frenando di tallone, forse per l’attenzione all’abbigliamento tecnico o forse solo perché anche quando potrei mollare non mollo mai, ma oggi le fate dei boschi di Gargallo mi hanno incoronato regina e la fatica è stata premiata dalla grande soddisfazione di arrivare prima, per di più su una distanza mai percorsa prima d’ora!
Commento di Teo:
Due settimane fa, nella gara di 30 km de “I sentieri di Santa Cristina”, una partenza troppo roboante, la neve e il forte freddo, mi aveva impedito di concludere la gara al ritmo a cui stavo correndo. Al 17° km, infatti, le gambe si erano piantate e di correre non ne avevano proprio più voglia. Ho concluso comunque la gara alternando cammino e corsa molto blanda.
Oggi, al Winter Running Off Road di 35 km, a Gargallo, avevo voglia di rivalsa, e rivalsa c’è stata!
Nonostante il percorso non fosse di certo dei più facili, neve, fango, dislivello e ostacoli vari non mi hanno impedito di concludere la gara in modo consono alle mie capacità, piazzandomi 9° assoluto. La partenza, questa mattina, è stata cauta (se non si impara dagli errori…) e, una volta trovato il livello di fatica corretto, ho cercato di mantenerlo nel migliore dei modi. Dopo 27 km, però, il calo c’è stato comunque ma l’avevo preventivato: è impensabile che riesca a concludere gare così lunghe senza intoppi, dal momento che queste distanze chilometriche non le ho mai corse prima d’ora in vita mia.
Nonostante tutto, però, i trail e le skyrace, con le loro difficoltà, donano alla competizione qualcosa di unico e decisamente divertente che nelle normali corse su strada non si possono provare: insomma, sono divertimento puro e la regola primaria per fare bene sport è divertirsi, quindi, diamo tempo al tempo, allenamento e dedizione e sono certo che in men che non si dica, gare come quelle di oggi diventeranno una passeggiata di salute!
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