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Scritto da Giorgio Pesenti
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Lunedì 28 Giugno 2010 20:18 |
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Ma lo skyrunning è uno sport universale?
Bella domanda! Anni di partecipazione e dedizione allo skyrunning, mi imporrebbero di dire Si.
Ma devo placare il mio entusiasmo tornare coi i piedi per terra e ammettere, non senza una certa amarezza, che non è cosi. Desidero esprimere il mio pensiero in modo che possiate trarre voi stessi la risposta al mio sentire. Di solito chi và per sentieri di montagna di corsa o per compiere una semplice passeggiata, è alla ricerca di serenità, tranquillità, rispetto per la natura, pace con se stessi e con gli uomini. La conferma di questo pensiero è che sui sentieri di montagna, vediamo uomini e donne di tutte le età, di tutte le razze e di ogni estrazione sociale, richiamati da quella pluralità così tanto sponsorizzata. Però nella massima espressione sportiva dello skyrunning, in alcuni casi, si trasforma in disuguaglianza. Non vi torna qualcosa? Ancora un minuto: chi raggiunge la vetta e taglia il traguardo per primo, che sia uomo, donna, bianco o di colore non merita di essere premiato con lo stesso peso e la stessa misura? Perché non può esserlo nello skyrunning ?
La mia domanda, che per nulla voleva essere provocatoria, è nata dall’amore per questo sport estremo, amore condiviso in primis dagli atleti.
Una società che cammina e corre nell’universalità ha bisogno di tener fede ai principi di uguaglianza.
Giorgio
La montagna deve unire e mai dividere.
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