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8 visitatori online| 4^ Edizione Orobie Skyraid 2010 |
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| Scritto da Giorgio Pesenti | |||
| Lunedì 05 Luglio 2010 15:36 | |||
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I re e le regine delle Orobie skyraid
Un sogno lungo 84 chilometri, da Valcanale, passando per i rifugi Alpe Corte, Laghi Gemelli, Calvi, Brunone, Coca, Curò, Albani, con arrivo a Castione della Presolana per un dislivello complessivo di 10.000 metri. Le Orobieskyraid è la gara piu’ difficile del circuito dei corridori del cielo perché la competizione unisce tre specialità della corsa in alta quota, con sostanziali differenzazioni di preparazione atletica e di approccio mentale. Le specialità sono: la skymarathon, la skyrace, la skyclimbing. Nella prima frazione si cimenta un atleta camoscio, con un motore a gasolio che sappia correre in alta quota con una velocità da crociera, oltre alle qualità per la gara deve avere un recupero d’ aquila perché dopo l’arrivo si deve scarpinare in discesa un altro 1.000 metri di dislivello. La seconda frazione è piu’ corta, sono 30 chilometri, in questa skyrace serve uno stambecco che tenga conto delle difficoltà altimetriche, ma che abbia una grossa resistenza fisica alla calura, infatti l’orario di partenza è a ridosso dell’ora di pranzo, possiamo dire che questi corridori facciano proprio un mezzogiorno di fuoco. I raggi del sole di luglio scottano e le riserve idriche del corpo fanno alla svelta a finire. L’ultima frazione è una volata alpinistica in salita e una picchiata da fregata sulla Presolana, una curiosità, non è il simbolo delle montagne l’aquila il piumato piu’ veloce in discesa ma un’uccello tropicale, la fregata, infatti questo animale raggiunge in picchiata i 400 chilometri orari. la lunghezza di questa skyclimbing è di 12 chilometri con un finale da pistaioli tra pietre, roccette, catene e gradini esposti. In questa specialità da acrobati gli atleti devono indossare il caschetto e l’imbrago. A proposito di sicurezza sarebbe buona cosa, almeno nelle skymarathon, che gli atleti imparassero a indossare sempre sul capo il caschetto protettivo perché una caduta o un sasso vagante può ammaccare il contenitore della materia grigia. I coraggiosi organizzatori delle Orobieskyraid, per onorare il sentiero delle Orobie e la terra Bergamasca, ce la mettono tutta, ma anche quest’anno il meteo non li ha aiutati e nell’ultima settimana hanno dovuto sistemare la prima frazione perchè il passaggio sul Simal a quota 2.700 mt. s.l.m. era bloccato da un innevamento fuori stagione.
Al ritrovo di Valcanale alle 05.30 si sono presentate 32 staffette, di cui due le femminili. Alle ore 06.00 in punto il drappello dei runner del cielo si è mosso dal laghetto di Valcanale alla volta del primo rifugio Alpe Corte, subito al comando il Valetudo Fenaroli Maurizio e della Crazy Idea La Sportiva il Catalano Jessed Hernandez. Il tandem fin dalle prime battute fà il vuoto e al rifugio Gemelli hanno già un vantaggio di cinque minuti. A questo punto inspiegabilmente sparisce la segnaletica del percorso, fino al rifugio Calvi è un continuo richiamarsi tra concorrenti per trovare il sentiero di gara. I due piu’ in difficoltà sono stati proprio Fenaroli e Jessed, che collezionano tre errori di sentiero e cosi perdono la concentrazione mollando la gara. Qui è stato bravo l’Inglese Tom Owens che, con la calma da perfetto baronetto, prende saldamente il comando della gara; dietro il duo Bonfanti Fabio e Faverio Riccardo tentavano di agganciarlo ma il camoscio Inglese inseriva la quinta e si involava verso il Coca. Dopo la delusione per i continui errori di percorso, l’aquila Fenaroli prendeva animo e raccogliendo le ultime riserve di energia riusciva ad arrivare al Coca in quarta posizione. Owens al Coca lanciava in seconda frazione Ricky Lightfoot e dopo una manciata di minuti Bonfanti cambiava con Paolo Gotti, Faverio per Carrara e la nostra aquila Fenaroli passava il testimonio a Helmut Schiessl. L’aquila Germanica della Valetudo Helmut riusciva a ricucire il ritardo dal rappresentante della Fly up Carrara Bruno. In terza frazione avvenivano cambi regolari Lightfoot per Andy Symonds, Gotti Paolo per Semperboni Michele e Helmut per Cassi Claudio. Gli ultimi frazionisti avevano un distacco incolmabile gli uni dagli altri e per convenienza si sono accontentati di portare a casa le tre rispettive medaglie.
Nella gara femminile successo nettissimo delle Inglesi Anna Lupton, Anna Frost e Natalie White. Seconde le fly up Tiraboschi Carolina, Stephanie Jimenez e Rossana Morè Che strana questa gara femminile! Tre medaglie a disposizione e solo due sono state le formazioni in lizza. Comunque dispiace segnalare problemi su questa spettacolare gara perchè in prima frazione non è risultato segnato un lungo tratto di percorso. Sul tracciato mancava il personale di servizio, gli atleti forse anche complice una inaspettata calura, hanno dovuto dissetarsi nei vari ruscelli che attraversavano i sentieri. Ciliegina sulla torta un’improvviso temporale con tempesta ha fatto giustamente bloccare la seggiovia che portava gli atleti giu’ dall’Albani. Questi runner del cielo hanno dovuto scarpinarsi tutta la discesa dall’Albani verso Colere con tuoni e fulmine sopra la testa.
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