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9^ Monterosa skymarathon 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Pesenti   
Domenica 11 Luglio 2010 21:24

Valanga rosa Valetudo, 1^ Brizio Emanuela,
3^ Mora Cecilia, 6^ Scotti Ester.
Tra gli over 50 irresistibile Busi Marco.
Nella classifica assoluta maschile 1° Pivk Tadei.

 

9° Trofeo Stefano Degasparis
Campionato italiano di skyrunning di combinata
Prova valida per il campionato sociale Valetudo by Mandala Tour

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Il  Monterosa, per noi Bergamaschi appassionati di montagna e non, è il cupolone per eccellenza, come lo è la cupola di San Pietro per i residenti della città eterna; vi spiego il perché: In una qualsiasi giornata dell’anno, quando il vento spazza via le nuvole e il grigiore dei nostri residui di combustione mobili e immobili, se un Bergamasco si ferma un attimo, dalla fretta della nostra vita corsaiola, e rivolge lo sguardo a ovest, ecco che i nostri occhi senza nessuna messa a fuoco, vedono l’iimmensa e bianchissima sagoma bianca del monte piu’ femminile d’Italia il Rosa. Questa montagna ha sempre attirato la gente Bergamasca, perché alcuni decenni fà i nostri predecessori era prettamente occupati nell’agricoltura e nella pastorizia. E’ curioso pensare che i nostri barbuti Bergamini, con la gerla in spalla ( lo zaino dei poveri ) e calzati dei rudimentali scarponi, si facevano il trailrunning da Bergamo alla Valsesia con i loro greggi di pecore e capre. Per orientarsi, in questo lungo viaggio podistico, il solo ausilio dei nostri pastori era la vista del cupolone del rosa; in questi tempi non avevano ancora inventato il tom tom. Questa montagna, la Rosina, è paragonabile ad una immensa mamma della natura, perché dalla Valsesia alla valle d’Aosta, con il suo cappello bianco da regina in perfetto stile Inglese, abbraccia una miriade di valli alpine.

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Una chicca per gli appasionati di montagna, il Rosa è una montagna gemellata con il Cervino, perché quando ci si reca in Valle d’Aosta e si fa un’escursione al rifugio Mezzalama, la nostra vista và in estasi perché lo scenario che si scorge dal  rifugio è da infarto ( tranquilli qui non serve la vecchia coramina). Dopo il lago azzurro comandano i giganti freddi che fanno riscaldare i cuori: la Rosina sulla destra e il Cervino sulla sinistra. Infine per onorare totalmente questa realtà montana femminile hanno persino pensato e ubicato un famoso rifugio con la denominazione rifugio Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia, Margherita fu’ la prima regina d’Italia sposata con Re Umberto I° di Savoia, la nostra prima Regina nacque a Torino il 20 novembre del 1851 e mori a Bordighera Liguria il 4 gennaio del 1926. Il rifugio conosciuto in tutto il mondo come capanna regina Margherita si trova alla quota di 4.559 mt. s.l.m. e sorge sulla punta Gnifetti, questo edificio risulta uno degli osservatori fissi piu’ alti al mondo, inoltre è il rifugio alpino piu’ alto d’Europa. La capanna fu’ inaugurata il 18 agosto 1893, il giorno dell’inaugurazione, accompagnata da un corteo di guide alpine e dame, vi pernottò la Regina Margherita. Un curiosità, il costo per costruire la capanna fu’ di lire 17.094 e 55 centesimi e la tassa di ingresso per il primo giorno era stabilito in una lira. Demolita la capanna originale nel 1979 venne costruito l’attuale rifugio laboratorio con la possibilità di ospitare 70 visitatori, il rifugio è gestito dal Cai di Varallo Sesia e presenta una fornita biblioteca.

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La cronaca di questa gara inizia sabato sera 10 luglio con il briefing, lo staff diretto da Manuel Gambarini ha esposto, al numeroso grupppo di atleti presenti, un’interessante descrizione del percorso e della logistica della gara con l’ausilio dello spettacolare filmato della Monterosa skymarathon del 2009, l’anno scorso questa race era prova trails ISF e la classifica incoronò la regina e il rè del rosa, l’aquila Emanuela Brizio e Fulvio Dapit. Dopo la S^ Messa e la cena comunitaria presso il ristorante Dir Und Don, tutti a nanna, sperando di sognare un posto sul podio dipinto di rosa. Terminato il riposo notturno, e rimpinzato il marsupio incorporato con marmettata, miele, pane e fette di crostata con i mirtilli dell’Alta Valsesia, contoventi camosci si sono presentati sotto l’arco della partenza per onorare questi 32 km di percorso, il tracciato è disegnato con le scalate dei passi Foric, Zube, e sul gpm dei Salati con una quota vicina ai tremila metri.
 Questa gara è intitolata alla memoria di Degasparis, Stefano, cittadino di Alagna, fu’ per alcuni anni il guardiaparco dell’alta Valsesia e nel giorno di questa gara podistica, che si svolge nel suo parco, tutta Alagna si stringe intorno alla famiglia per ricordare Stefano, con stima e riconoscenza.

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Gli otto rintocchi del campanile della parrochiale di Alagna ricordano allo starter che è ora di lanciare i corridori del cielo verso l’Alpe Pianmisura e dopo il giro di lancio nel centro storico di Alagna il gruppone tutto colorato era già con il fiatone e in fila indiana. Già dopo pochi passi di corsa i vincitori di giornata Pivk e Brizio comandavano le proprie file e sul passo dei Salati la selezione è stata già netta, ad inseguire i camosci di giornata, nelle rose ci provavano l’aquila Valetudo Cecilia Mora e Riva Maria Luisa degli amici del Mombarone mentre nei maschi inseguivano Tadei, Paolo Bert team nuovi traguardi con il trio formato dal Valsesiano De Albertis Lorenzo, il Gav Vertova Rinaldi Paolo e Garnier Claudio team nuovi traguardi. Quest’oggi il passaggio sul gpm dei Salati è stato un vero spettacolo della natura, il buon Dio oggi ha regalato a tutti gli atleti del cielo una giornata indimenticabile, sui 2.980 mt del gpm la temperatura era di 11 gradi, il sole segnalava la sua presenza ad intermittenza e un’arietta paradisiaca rendeva la corsa un’eterno piacere, sul tracciato, la neve sotto i piedi, evitava il surriscaldamento delle suole delle scarpe e tutti i corridori erano sorvegliati a vista dai veri guardiani del parco del Rosa i camosci.
Dopo aver svettato sui Salati tutti giu’a rotta di collo sul rifugio Guglielmina e poi di nuovo all’insu’ sulla bocchetta delle Pisse, ma la musica non cambia e i direttori d’orchestra sono sempre stati saldamente loro, Brizio Emanuela e Pivk Tadei.Sotto l’arco di trionfo si è presentato tutto solo Tadei e con un passo vellutato ha bruciato il tempo record dello scorso anno di Fulvio Dapit di otto minuti, il rappresentante del Paluzza Pivk ha fatto fermare i cronometri  a h. 2 59’ 20”, 2° Bert Paolo in 3 06’22”, 3° Garnier Claudio 3 11’43”, 4° De Albertis Lorenzo, 5° Rinaldi Paolo, seguono le aquile Valetudo, 13° Busi Marco, con questa lodevole prestazione il postino di Almenno San Salvatore ha seriamente ipotecato il titolo Italiano di combinata skyrunning 2010, 20°  Boffetti Luca, 49° Baroni Antonio, 58° Rottoli Giacomo, 59° Tarantola Salvatore, 63° Piffero Giordano. Anche nella classifica rosa vittoria con record per la nostra campionessa mondiale di skyrunning 2009 Brizio Emanuela, per la nostra aquila il tempo record di h. 3 35’08” che migliora di due minuti il precedente record del 2009, 2^ la brillante Riva Maria Luisa, per la forte atleta del Mombarone il tempo di 3 39’29”, 3^ la nostra campionessa del mondo di ultra trail Cecilia Mora per lei il tempo 3 42’31”, 4^ Romanin Paola società Aldo Moro Paluzza, 5^ l’atleta di Alagna Bendotti Gisella, 6^ la nostra bravissima Scotti, per Ester quest’anno una serie di prestazioni di livello internazionale, 7^ Sukova Vera Russia. Un grosso appaluso và a tutti gli organizzatori di Alagna ,che senza fare tanto chiasso e presentazioni con i fumogeni, hanno allestito una skymarathon di alto livello senza tanto cinema ma con estrema sostanza.

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