4^ Classica Olla de Nuria 18 luglio 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Pesenti   
Mercoledì 21 Luglio 2010 15:02

Storico risultato per la Valetudo skyrunning
nel gran prix delle Naciones,
2^ Brizio, 3° Mejia, 6^ Mora, 9° Cortes, 10° Fenaroli.
Grara Straordinaria per organizzazione,
percorso e accoglienza.

Collegamento al video della gara.

 

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La corsa podistica in quota della Val de Nuria.
Un viaggio nella storia, tra fede religiosa e leggende.

 

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Raccontare della Val de Nuria è fare un viaggio nel tempo, come in tutte le terre di frontiera. i vari passaggi di popolazioni migranti e di eserciti in cerca di conquiste hanno reso questa valle Catalana una terra ricca di storia, di fede, di tradizioni e leggende seriose. Arrivare a Nuria con il trenino a cremagliera è come entrare in un libro misterioso senza titolo, immediatamente, ad ogni visitatore, scatta la voglia di conoscere e di lasciarsi trasportare nel passato. In questo cammino conoscitivo, la situazione che piu’ ha marcato questa zona dei Pirenei nella Catalunya, è stato il passaggio dei Musulmani, questa migrazione ha generato molte leggende che parlano di draghi, serpenti e mostri. E’ famosa la leggenda delle grotte di Ribes; si narra che le truppe armate musulmane hanno dovuto lasciare in fretta Ribes Valley, per non lasciare i loro tesori conquistati a disposizione dei cristiani. Il capo dei musulmani nascose i tesori nelle caverne situate nella città di El Campello, uno dei capi arabi volle lasciare una guardia ma quando si voltò verso la propria figlia, per lasciare il luogo, vide un terribile serpente e subito ordinò al rettile di uccidere chiunque si avvicinasse al tesoro. Trascorrono molti anni, un ragazzo di Ribes de Freser, si recò nel palazzo del capo degli arabi, l’uomo era ancora molto dispiaciuto per aver trasformato la figlia in serpente, e implorò il ragazzo di aiutarlo a recuperare la figlia. Allora il ragazzo si incamminò verso la grotta di El Campello con in mano una lettera, con la formula magica del disincanto. Il ragazzo, quando si trovò davanti alla grotta del serpente, posizionò la lettera alla fine di un bastone e mostrò il tutto al rettile. Ma per paura lasciò cadere il bastone e la ragazza serpente si mangiò il ragazzo.

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 Oltre al serpente femmina di origine araba, la storia della Val de Nuria narra che su queste vette erano presenti streghe e spiriti, assai maligni, che con vari sotterfugi minavano gli interessi degli agricoltori e dei pastori, con tempeste, grandine e danni a colture di vario genere. Tuttavia qui a Nuria la strega era vista come un essere fantastico e direttamente correlata alla vita solitaria dei pastori di montagna. La vita di questi uomini era caratterizzata da un’estremo isolamento, con la paura per i fenomeni soprannaturali. In questa situazione si pensò di costruire oggetti per allontanare le streghe e gli spiriti maligni, come la palma o la pannocchia benedetta; ancora oggi si può vedere questi scaccia malignità sulle porte e alle finestre delle case. Nelle tasche dei pastori, come amuleti, si trovavano zampe di gallina, di maiale o erbe di vario genere, ritenute magiche. Nel lontano settecento avvenne la trasformazione da territorio stegato e pieno di leggende maligne a luogo di culto e ricco di cultura. L’artefice di questo cambiamento della storia di Nuria fu’ San Gil. Il santo, per mettere fine alla dominazione musulmana, scolpi’ l’immagine della Vergine in una grotta e richiamò in questa cavità i pastori, fornendo loro cibo e asistenza. Trascorsi alcuni secoli nell’anno 1.072, dopo una rivelazione Divina, un pellegrino, della Dalmazia di nome Amadeo, si mise alla ricerca dell’immagine della Vergine Maria e dove scopri l’immagine costrui una piccola cappella. Prese come reliquie le pentole e i coperchi usati nel 700 da San Gil per rifocillare i pastori.

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 I pellegrini del dodicesimo secolo, costruirono l’attuale immagine della Madonna della Valdenuria, questa importantissima e venerata immagine è un intaglio in legno di stile naturalmente Romano con caratteristiche primitive. Questa scultura, prima del restauro, era di colore nero per il trascorrere dei secoli, per l’umidità e per il fumo delle candele. Questo stato di usura, nel tempo gli valse la denominazione Moreneta dei Pirenei. L’attuale santuario fu interamente ricostruito nel 1460 dalla Regina Maria di Castiglia dopo il terremoto a cavallo degli anni 1427 e 1428. La zona di Nuria nel XVII fu’ teatro di due guerre, la prima tra la Castiglia e la Francia e la seconda nel XVIII per la successione, in opposizione a Filippo V. Infine Napoleone occupò questa zona e vide la contesa tra i liberali e i Carlisti. La tradizione cattolica Catalana richiama ai piedi della Vergine. le donne di tutto il mondo che vogliono avere figli. Per questo le aspiranti mamme, in attesa della grazia, mettono il desiderio nel piatto di San Gil e fanno suonare un campanello. Oltre alla fertilità, la Madonna di Nuria, dal 1983 è la patrona degli sciatori Catalani. La festa patronale avviene ogni anno con data fissa otto settembre. La conosciuta storia moderna di questo santuario Mariano ha una forte accelerazione nel 1931, in questo anno si costrui il treno a cremagliara. Il percorso ferrato di questo trenino è quasi fantascientifico è un continuo zig zag tra abeti, rocce, strapiombi. Sotto le ruote di questo trenino, dalle vetrate panoramiche, scorre il torrente che scende dal lago di Nuria e aguzzando la vista si vedono dei magnifici esemplari di trote fario di alta montagna. Durante questo viaggio ferrato, ogni tanto è meglio alzare gli occhi perché si vedono i camosci della Catalunya che fanno la guardia al loro territorio a strisce gialle e rosse.

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Questo evento ferroviario fu’ l’impulso definitivo per lo sviluppo della valle e la valorizzazione del turismo in generale. e ultimamente con l’organizzazione di questa gara podistica in alta quota la Olla de Nuria, nella terza domenica di luglio, tutti i piu’ famosi top running del mondo, si danno appuntamento per onorare il gran prix delle Naciones. La partenza e l’arrivo si trova di fronte al santuario. il percorso di questa sky d’alta quota è di 21 km., con quasi 2.000 mt. di salita ed altrettanti di discesa. Tre quarti di gara è sopra i 2700 mt. di altezza. E’ una delle poche gare al mondo dove la presenza di asfalto è zero assoluto. Le nazioni presenti sono state 14, un record, per una partecipazione di 550 corridori del cielo. I bravi organizzatori di Vic avevano già da tempo bloccato le iscrizioni, altrimenti si faceva una race stile processione..  . Alle ore 09.15, gli atleti presenti, vestiti a festa, con la canotta celebrativa di questo gran prix delle Naciones Buff, valevole per il circuito master cup, erano tutti schierati a ridosso del nastro di partenza. La coreografia preparata dagli amici della Catalunia, prima dello sparo dello starter, è stata entusiasmante: le musiche, ascoltate a tutto volume, hanno fatto salire la tensione alle stelle e qui nella zona di partenza adiacente il santuario della Vergine Moreneta, a 1.900 mt. s.l.m., sembrava proprio di toccare il cielo con un dito.

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Un gran botto ha sancito la partenza delle ostilità sportive e il gruppo di gran carriera ha preso il sentiero destro che costeggia il lago di Nuria, passando a fianco della cappella di San Gil. A proposito questo laghetto Pirenaico è favoloso! Già quando si sale a Nuria, con il trenino a cremagliera, la motrice punta l’inizio del lago. Sembra di entrare nelle sue limpide acque, i colori del lago, azzurro, blu e verde azzurro; con in superfice i riflessi delle nuvole, che passano veloci verso la Costa Brava, sono esaltati dal colore verdissimo brillante dell’erba che stà sulle rive. Per cui i runners del cielo hanno lasciato a malincuore questa zona, anche perché le panchine a bordo lago erano molto invitanti per fare un pic nic, ma dopo pochi metri di sentiero in ripida salita, la mente era già sintonizzata sulla scalata del primo gpm il Puigmal d’er a quota 2911 metri. Su questi primi metri  vertical si è vista la partenza a razzo del duo di casa Burgada-Roc Amador, seguiti a breve dall’aquila Valetudo Ricardo Mejia; nella gara femminile grossa bagarre tra le Spagnole, le Francesi e le due aquile iridate Valetudo Italia Emanuela Brizio e Cecilia Mora. La competizione di questo Nazioni si fà immediatamente durissima, sulla prima asperità-vertical Puigmal il sentiero in alcuni tratti ha una pendenza del 50%; in alcuni passaggi ci si deve aiutare persino con le mani, comodi sono stati persino gli arbusti che fungevano da corde naturali. La giornata dal punto di vista meteorologico è stata stupenda, la temperatura in quota era di dieci gradi, il luminoso sole Catalano batteva forte sulla cute e per chi è sprovvisto di capelli la pelata è diventata color ciclamino, ma fortunatamente l’aria era frizzante e rendeva vana la calura durante lo sforzo. Il passaggio sul primo dei tanti gpm è stato molto entusiasmante e coreografico, gli ultimi metri della scalata erano tutti colorati di giallo e rosso e il pubblico ha sorretto calorosamente tutti gli atleti con incitamenti ad alta voce e con forti rintocchi delle campanacce tipiche della Val De Nuria. Il camoscio piu’ lesto a svettare è stato il campione del mondo Jornet Burgada seguito dal fido compagno Agusti Roc e in terza battuta dal nostro Ricardo Mejia con un ritardo di trenta secondi, poi seguivano Jessed Hernandez,  il Messicano Victor Cortes, alla sua prima gara con la Valetudo skyrunning e ottimamente piazzato nei primi dieci, il nostro campione Italiano Fenaroli Maurizio. Nalla gara in rosa la Spagnola Laura Orguè scarpinava prima sul gpm Puigmal seguita dalla Francese Guillot Miryam in compagnia dell’altra Iberica Gemma Arro, quarta la nostra campionessa mondiale Emanuela Brizio e poco dietro sesta la nostra mundial di endurace Cecilia Mora. Nella prima discesa verso il Pigmal de Segre, Burgada e Roc mettono le ali e iniziano un forcin asfissiante, nelle dame le posizioni rimanevano pressochè invariate. Nei passaggi sul col de Finestrelles, coll Eina, pic de Neufonts, pic de Noucreus è un susseguirsi di nervose salite e discese, il percorso è interamente disegnato sulle creste, i corridori del cielo hanno alternato, sui tratti piu’ ripidi, una faticosa marcia al passo lungo, e poi quando il tracciato lo consentiva si correva fino al prossimo strappo. I posti di vettovagliamento erano posizionati nei luoghi piu’ panoramici e mentre si prendevano i sali minerali, uno sguardo ai Pirenei della Val De Nuria è stata una visione da settimo cielo. L’ultima salitella ha fatto tremare i quadricipiti perché in poche decine di metri si è fatto 100 mt. di dislivello. Oh!..., che bello, era l’ultima, a questo punto ci attendeva una salto finale fino a sfiorare le acque limpide, e piene di trote, di Nuria. Nella race maschile, ormai il mitico Burgada, reduce dal record della traversata dei Pirenei di otto giorni per ottocento chilometri e 42.000 metri di dislivello positivo, si godeva in perfetta solitudine la zona d’arrivo, dove una merea montana di appassionati Catalani lo attendeva per la meritata passarella finale a bordo lago. Kylian Jornet chiudeva, da profeta in Patria, la sua fantastica corsa delle Nazioni di 21 km per un dislivello complessivo di 4.000 mt. con il superlativo tempo di h. 2 17’57”, 2° il Catalano Agusti Roc Amador 2 21’09”, 3° la nostra monumentale aquila Valetudo Mejia Ricardo 2 22’15”, 4° un altro Catalano Jessed Hernandez 2 24’05”, 5° il Francese Michel Rabat 2 25’ 04”, 9° la giovane aquila Valetudo il Messicano Victor Cortes 2 29’50”, alla sua prima performance con la nostra canotta, 10° il campione di coppia di skyrace 2010 l’aquila Fenaroli Maurizio 2 32’41”, per Maurizio una prestazione al top, bella e grintosa che gli fornisce sicurezza e morale per il proseguo della stagione. In 47^ posizione un’altra aquila Valetudo, il vincitore della tre laghi tre rifugi 2009 di Valbondione, il Messicano Gerardo Morales, e 237° il runner Giorgio Pesenti. Nel nazioni al rosa, Emanuela Brizio, lasciate sfogare le Spagole e la Francese, piu’ allenate sulle gare veloci, nella tecnica discesa che porta all’arrivo, prende l’ascensore dei camosci e con una discesa funambolica inizia a recuperare terreno sulle avversarie, a poche decine di metri dal traguardo Manu vede davanti la Spagnola Orguè, ma il breve giro del lago non le consente l’aggancio alla testa della gara, Laura Orguè taglia per prima il nastro d’arrivo di questo gran prix con il tempo di 2 51’57”, seconda la nostra Emanuela 2 52’14”, 3^ un’altra Iberica Gemma Arro i Rabot 2 53’53”, 4^ la Transalpina Miryam Guillot 2 56’58”, 5^ Nuria Picas Albets, 6^ Cecilia Mora. Al termine di questo gran prix delle Nazioni grande festa per tutti con un mega ristoro e una premiazione degna di un’ eccellente e vera competizione, in un’ atmosfera di profondo rispetto per le persone e dell’ambinte che ci circonda.
Un caloroso e sentito ringraziamento agli amici della Catalunia.

Guarda il video del gran prix delle Naciones 

http://www.tv3.cat/videos/3022170

Giorgio Pesenti