Notizie più lette
Login
Chi c'è online
1 visitatore online| 1^ Edizione del trail del Cervino |
|
|
|
| Scritto da Giorgio Pesenti | |||
| Mercoledì 28 Luglio 2010 16:49 | |||
|
3^ l’aquila Valetudo Carmela Vergura. Successo del Nepalese Sherpa e Alessandra Carlini.
Valtournanche domenica 25 luglio
Al cospetto del “più nobile scoglio d’Europa”, domenica 25 luglio si è svolta la 1° edizione del trail della Valle del Cervino. Partenza e arrivo dal paese degli alpinisti: Valtournanche. Sulla piazzetta del municipio, quasi una specie di museo all’aperto, numerosissime targhe e bassorilievi ricordano gli alpinisti e le guide che, da Jean- Antoine Carrel e Jean-Joseph Maquignaz, sono stati protagonisti della conquista del Cervino e delle altre cime della valle. Nel 1865 Carrel e Jean Baptiste Bich conquistarono il Cervino dal versante italiano, pochi giorni dopo la prima scalata assoluta, effettuata dal versante svizzero da Whymper con sei compagni, quattro dei quali precipitarono durante il ritorno. Da questo momento in avanti il Cervino è diventato la metà più ambita della maggior parte degli alpinisti, che ancora oggi giungono da tutto il mondo per compierne la scalata. Ma non solo gli alpinisti sono attratti da questo paesaggio così aspro; anche qualche sky runner è riuscito nell’impresa di salita e discesa dal Cervino a tempo di record, ricordiamo tra tutti Valerio Bertoglio e Bruno Brunod, che qualche anno fa da Cervinia è salito in vetta e disceso nell’incredibile tempo di 3 ore e 14 minuti!
Il turista che sale nella valle si trova il Cervino di fronte fin da Antey, mentre, curiosamente, è proprio il paese di Valtournanche l’unica parte dell’ alta valle da cui non si vede la cima. La sottoscritta, domenica, avrebbe dovuto fare solo una cosa saggia: la spettatrice e incitare i trailers, poiché avevo una caviglia già malandata. Ma il cuore e le gambe sono state più forti del male, ai piedi del Cervino volevo arrivarci anche io, con o senza caviglia dolorante! Alle 7.30 eravamo circa 70 atleti, equipaggiati del necessario pronti per i 43 km di percorso e 2700 metri di dislivello. A rendere questo momento della partenza emozionante è stata la presenza di una grande interprete dei trail: Dawa Sherpa ( vincitore del Volcano Guadalupe nel 2004, vincitore dell’UMTB nel 2003, e secondo nell’UMTB del 2004, vittorie nel: Himal – Race, Tchimbè Raid, 6000 D, Ladak Trail, Les Templiers Race). La prima parte del percorso ci ha portati dopo 20 Km di salita continua, ma abbastanza corribile, al rifugio Oriondè, a quasi 3000 metri di altitudine. Mio marito, che è un appassionato di storia dell’alpinismo, mi ha raccontato che, poco sopra a questo rifugio, una notte di 120 anni fa, perse la vita la guida Jean-Antoine Carrel: dopo aver portato in salvo il suo cliente e il portatore che li accompagnava, scendendo dal Cervino attraverso una terribile bufera, si accasciò al suolo stremato dalla fatica. Qualche giorno dopo un turista chiese ad un'altra vecchia guida di indicargli il luogo dove Carrel era “caduto”, al che la guida fieramente rispose “ Carrel non è caduto, è morto”. Peccato non aver avuto il tempo di salire sino alla croce che ricorda questo episodio. Al rifugio ho avuto il tempo di dissetarmi, capire come erano le mie condizioni e buttarmi letteralmente in discesa. Non dovevo pensare al dolore del piede, in quel momento mi sentivo una “alpinista che doveva completare la sua impresa”. Il Cervino dall’Oriondè appare in tutta la sua bellezza, lo sguardo segue il pendio fino alla vetta, sono solo pochi istanti, ma bastano per ammirare tale bellezza. Si scende verso Cervinia, attraversando per un bel pezzo le piste da discesa. Il paese di Cervinia è stracolmo di turisti: passiamo nel centro del paese, qualcuno ci guarda perplesso, altri ci battono le mani, per noi che corriamo, diventa uno slalom in mezzo a tanti “paletti” umani. La seconda parte di gara sale verso Cheneil. Il ritmo del passo è spezzato da continui saliscendi che sono resi ancora più ostili dalle pietre e da tratti impervi a mezzacosta. Dopo 6 ore di gara scendo finalmente verso Valtournanche, il sentiero è molto bello, ma devo andare piano, la caviglia non regge più l’azione di corsa. Chiudo la mia fatica in 6 ore e 17 minuti, 3^ donna. Affaticata neanche tanto, dolorante sicuramente. Il percorso è molto suggestivo, gli amici organizzatori Cervinoxtrailer hanno fatto un ottimo lavoro di tracciatura. Può diventare una gara di richiamo date le caratteristiche del luogo.
Quale degno vincitore di questa prima edizione è stato il nepalase Sherpa. Atleta e uomo dotato di grande umiltà, ha applaudito e abbracciato tutti i concorrenti al traguardo.
Prima di ripartire mi ripropongo di rifare lo stesso percorso fra qualche giorno, con calma per gustare questa meraviglia della natura : il Cervino.
Carmela Vergura
Cervino X-Trail , si è corso con tutti gli ingredienti che caratterizzano un trail di alto livello: paesaggio fantastico che non potrai mai dimenticare, dislivello importante ma accettabile, segnaletica del percorso ottimale, nessun rifiuto sul percorso causato dal passaggio degli atleti , ristori al punto giusto . Questa prima edizione la si può definire come un’anteprima del grande debutto che ci sarà il prossimo anno in settembre , un cambio di data reso obbligatorio viste le numerose concomitanze che hanno già quest’anno un po’ penalizzato il numero di partecipanti. Comunque il richiamo del Cervino è stato forte e tanto da stimolare la partecipazione di atleti da tutta Italia oltre anche agli stranieri, belgi, danesi e francesi.
Una giornata piena di sole ha accompagnato i corridori attraverso la Valle del Cervino in una cornice paesaggistica unica al mondo tanto da far giungere tutti al traguardo pieni di gioia ed emozione per aver concluso una delle più dure e belle Ecomaratone d’Europa. Il tracciato, 42,500 km ed un dislivello di 2400m +, partiva da Valtournenche e si portava sulla destra orografica del torrente Marmore attraverso l'ex alta via n° 3 o sentiero 35 verso il rifugio Duca degli Abruzzi; da qui a Plan Maison e Cervinia sulla pista 5. Girata Cervinia si imboccava il famoso 107 (Gran Balconata) fino a Cheneil passando da Cime Bianche di Valtournenche e con una rapida discesa si rientrava a Valtournenche.
La gara, A Cime Bianche si faceva sotto, riprendeva Cavallo che comunque restava attaccato; l'ultima discesa da Cheneil a Valtournenche, è stata affrontata in maniera pazzesca, Cavallo cadeva consegnando a Sherpa la vittoria. Campestrin, vista la situazione, ha continuato nel suo passo regolare, gestendo il terzo posto. In campo femminile, Manuela Brunero e Alessandra Carlini iniziavano la gara insieme ed hanno proseguito in questa maniera fino al rifugio Oriondé, qui la giovanissima marchigiana già terza alla Lavaredo Ultra Trail ,allungava il passo in discesa costruendo piano piano la vittoria; la valdostana Brunero concludeva molto bene al secondo posto con poco più di 8 minuti, terza l'altra valdostana Carmela Vergura al quarto posto la laziale Maria Teresa Cannuccia . In conclusione è stato un grande successo per tutti i partecipanti e per l’organizzazione , l'unicità dell'ambiente in cui si è corso sicuramente farà crescere rapidamente questa manifestazione che ha tutti i numeri per avere una partecipazione molto più importante.
|





















