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Skymarathon Chaberton 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Pesenti   
Lunedì 02 Agosto 2010 16:34

2^ Tappa mondiale World Series.
Le onnipresenti e infaticabili aquile Valetudo,
fanno strambate spettacolo tra Italia e Francia.
Emanuela Brizio 2^, Cecilia Mora 3^, Maurizio Fenaroli 3°.
Successo di giornata per Tofol Castaner e Anna Frost.
Tofol commenta la gara:“la corsa è molto bella, ma è molto dura".

 

 

I nostri nonni e padri, ci hanno tramandato il detto: “ai miei tempi le cose andavano meglio, adesso il mondo fa paura, povera gioventu”. Devo dire che queste affermazioni sono un vero flop, perché, ai tempi dei nostri avi, lo Chaberthon, nell’anno, non lontano, del 1.940, è stata un vetta Alpina contesa fra cugini, a suon di sfide armate, nelle trincee e tra i fortini. Grosso errore! Dei nostri predecessori, “la montagna deve unire e mai dividere”, e noi fruitori del detto in questione, abbiamo fatto un salto di qualità e sullo Chaberthon ci andiamo per fare fatica sotto la bandiera dello skyrunning universale, e qui gli organizzatori Italo-Francesi sono stati bravi perché hanno reso la loro manifestazione veramente universale senza una minima distinzione!.

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Oltre le testimonianze delle contese, l’imponente sagoma rocciosa dello Chaberthon, dalla forma piramidale, con un’evidente fresatura della vetta con badili e picconi per assicurare le fondamenta del villaggio fortificato, domina due valli: la prima è l’Italiana Valsusa e la seconda è la valle Francese di Briancon, inoltre dalla sua vetta fortificata, con le ex batterie militari, si scorge il parco naturale della via Lattea, con i suoi 400 km. di piste dedicate agli sport invernali. Mi è capitato di soggiornare a Sauze d’Oulx e aguzzando la vista verso il Montegenevre, si vede una gobba di un cammello, chi legge penserà: “questo Pesenti ha inventato un’altra diavoleria, gli è andato alla testa il numero del diavolo del giir di Mont il 666”, e no! Le gobbe, stavolta montane, e non desertiche, sono proprio i colli dello Chaberthon e del Montgenevre. Questa gara nacque nel 1964, i primi organizzatori furono un gruppo di giovani coraggiosi di Cesana Torinese, e all’epoca questo modo di fare sport in alta quota era considerato uno sport per “strambi”. Per motivi culturali, l’iniziativa decollò lentamente, le prime quattro edizioni furono per squadre formate da due atleti, alla prima edizione parteciparono 18 coppie, la seconda 27, con il passare degli anni gli strambi divennero sempre piu’ numerosi. Queste prime avventure in alta quota, praticamente, erano marce alpine, le formazioni furono equipaggiate pesantemente, con scarponi dalle suole molto rigide, per cui con un’equipaggiamento di tipo militare, la corsa era impossibile praticarla. Già nella terza edizione, quasi tutti gli “skystrambi”, calzavano scarpette per correre e i miglioramenti cronometrici delle prestazioni si videro subito. Con queste migliorie si modificò la terminologia della denominazione passando da marcia alpina, a gara di corsa in montagna. Dopo la quarta edizione la prova diventò individuale e i tempi di gara diminuirono sensibilmente. Dopo trent’anni, nel 1992, avvenne la trasformazione, da gara di corsa in montagna a gara di skyrunning, si ideò questa gara dei forti di 42,5 km, transitando nei ex.fortini militari Janus, del Gondran e dello Chaberthon, chi legge queste ultime righe può pensare che l’aquilotto è diventato uno scribacchino gambero, niente paura ho elencato le salite in modo inverso, perché la prima edizione di questa skymarathon si è svolta da Montegenevre a Cesana.

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Gli organizzatori, per far decollare questo tipo di sport no limits, organizzano anche una skyrace di km. 22, questa mezza, con partenza sempre da Cesana, termina la sua corsa a Clavier ricalcando esattamente metà percorso della lunga, questa mezza mozzafiato, ha attirato 250 camosci nella start list. Per la cronaca spicciola, caricato il Caddy by Valetudo, sabato 31 luglio, abbiamo affrontato l’ennesimo viaggio 2010, quanti chilometri già macinati in autostrada e già tre voli Europei all’attivo, ma per fortuna il bello deve ancora arrivare…… . Arrivati a Cesana Torinese abbiamo incontrato gli organizzatori Gianni e Nicol, due persone molto a modo, che con estrema cortesia ci hanno accolto con sincera amicizia e semplicità. A seguire, un briefing semplice ed essenziale, ci ha proiettato nell’atmosfera World Series dello Chaberthon. Gli atleti, 300 sulla lunga, prima di dormire, come fanno i bravi scolari, hanno ripassato il percorso: partenza da Cesana, alle ore 08.00, i primi 5 km.,con un dislivello di 100 mt., sono su strade di campagna e sentieri ondulati. Arrivati a Fenils, inizia l’ascesa di 1.900 metri di dislivello, in otto km.si arriva in vetta al gpm di giornata, lo Chaberthon, ha quota 3.131 s.l.m., Un discesone, molto tecnico nella prima parte e molto facile nel secondo troncone, catapulta la race a Clavier, punto di confine tra le due Nazioni, a mt.1.760 s.l.m., qui si trova la sede d’arrivo della skyrace K22. Esattamente dopo metà skymarathon, la racemarathon cambia bandiera, e mutano le caratteristiche del percorso. La seconda salita, per chi ha ancora tanta birra in corpo, per lunghi tratti è corribile, in dieci chilometri si raggiungono le creste di confine del col de Chenaillet a mt. 2.650 s.l.m.. Questo tratto di sentiero geologico meriterebbe una visita molto accurata, ma la tecnicità della discesa e la fretta di inserire il proprio nome e cognome sulle prime posizioni di classifica, non fà notare, ai concorrenti, nulla di particolare, se non pietre e aspertità del terreno. Poi sempre in cresta, con una vista spaziale, si svetta sul col de Gondran, un’altra discesa, e se i quadricipiti e le scorte di energia lo consento, avanti a tutta sull’ultima salita di 250 mt. di dislivello, il temuto trampolino di lancio, lo Janus, verso il traguardo posto nel villaggio di Montegenevre. Prima di arrivare sotto l’arco di trionfo, l’altimetria della skymarathon, descrive gli ultimi 5 chilometri, molto facili, ma non è assolutamente vero, perchè sul discesone finale le gambe fanno Giacomo-Giacomo, ed è un’impresa spingerle fino al traguardo.

 

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Pum! Partiti, i trecento “strambi” della lunga, dopo duecento metri, sul ponte fiorito che immette nel centro storico di Cesana, sono già con il fiatone, davanti al serpentone, in bella mostra, le magliette della folte rappresentative della Federazioni autonome Spagnole della Catalunya e della regione Basca. Presa la strada bianca che porta a Fenils, l’aquila Maurizio Fenaroli, rompe gli indugi e mette tutti in fila indiana, dopo l’abitato di Fenils, la strada si impenna e il forcing di Fenaroli produce i suoi effetti sgranando di brutto il battaglione di arditi, preso il sentiero per lo Chaberthon restano al comando in tre l’aquila Fenaroli in compagnia dei Catalani sponsorizzati Buff, l’attuale leader mondiale Tofol Castaner e Jessed Hernandez. Sulle ultime rampe per arrivare ai fortini del primo gpm, Tofol imprime al suo passo una forte accelerazione e prima Fenaroli e poi Jessed devono mollare la testa della gara. Nel discesone su Clavier, Tofol accelera ancora e i distacchi su Jessed e Fenaroli si fanno importanti. Nella gara in rosa, sin dalle prime falcate, c’è stata subito una selezione netta e dopo il primo chilometro, le agguerrite rappresentanti Iberiche, avevano già ammainato bandiera bianca. Il comando della gara è stato sempre saldamente in mano al trio formato dalla Neo Zelandese del Team Inghilterra Salamon Anna Frost, dall’attuale leader di coppa del mondo l’aquila Emanuela Brizio e dall’aquila iridata dell’ultra maratona Cecila Mora, Anna sullo prime rampe dello Chaberthon, forza subito l’andatura, e km dopo km, inizia a staccare prima la Cecilia e poi la Emanuela, sul gpm le tre runnerosa si possono ancora vedere ma il vantaggio della battistrada è di 5’su Emanuela e di 8” su Cecilia. Una precisazione, sullo Chaberthon, come anche all’arrivo, le tre top rosa, sono addirittura tra i primi venti della classifica assoluta, un record iridato rosa in una prova World Series. Nel primo tratto di discesa tecnica su Clavier, la super Manu riesce a rosicchiare qualche secondo ad Anna, ma quando la discesa prende scorrevolezza sulle piste da sci e sulle strade bianche, Frost aumenta la falcata, e riesce ad allontanare il pericolo delle aquile Valetudo. Sulla seconda salita il col de Gondran, la skymarathon si fà terribile, tutti gli atleti del cielo iniziano ad avere difficoltà, i nemici sono sostanzialmente due: la distanza e il sole che ha picchiato inesorabilmente su tutta la durata della competition.

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Per gli spettatori accorsi su questi fortini, il discorso è inverso, chi ha scarpinato, si avrà fatto un po’di fatica, ma tutti, sono stati abbondantemente ripagati con delle monete gratuite del cielo. Oggi 1° agosto, sulle Alpi universali regnava sua maestà il sole, l’azzurro del cielo era strabiliante, la vista di tutte le vette Italofrancesi era esageratamente sublime e la compagnia delle marmotte era simpatica. Eh! mi sa..., che tutti gli appassionati presenti, avranno canticchiato il ritornello di una famosa canzone made in Italy, benvenuti in paradiso, e pensandoci bene, l’autore avrà composto questo brano proprio in questi luoghi.  Tornando alla cronaca, tra i fortini del col de Gondran, le posizioni del podio maschile e femminile non subiscono variazioni sostanziali, i distacchi, aumentano e diminuiscono parzialmente, solo per le caratteristiche tecniche di ogni singolo atleta. Gli ultimi fortini del col de Janus vedono gli atleti molto provati, i leader di giornata Tofol e Frost, tengono botta, ed affrontano la picchiata sul traguardo del Montgenevre con un’ottimo vantaggio, gli inseguitori Jessed e Fenaroli nel maschile, Brizio e Mora nel femminile, tentano un disperato tentativo di avvicinamento alla testa della skymarathon, ma le gambe pagano dazio, e gli indesiderati crampi si impadroniscono delle leve degli inseguitori. Tra un tripudio di bandiere Il Catalano Tofol Castagner sfreccia solitario sul tragurdo con il tempo di h. 4 28’13”; significativo il suo commento a caldo sulla skymarathon Italo-Francese: “la corsa è molto bella ma è molto, molto, molto dura e per parteciparvi l’anno prossimo ci penserò tre volte”. Medaglia d’argento per Jessed Hernandez h 4 40’34”, terzo Maurizio Fenaroli h. 4 45’27” l’aquila Mauri, è alla sua prima partecipazione nelle World Series, e subito, ha fatto vedere di che stoffa è fatto, e abitando nella zona dell’industriale manifatturiero Zegna la stoffa non poteva che essere di primissima scelta. Quarto Scherpa Dachhiri, 5°Sanchez Saez Sebastian.  Era presente a questa sky, la nostra Aquila Piffero Giordano, ma una dose massiccia di crampi ha assalito il “Gio” sull’ultima salita, i solerti organizzatori Francesi, gli hanno tolto il dorsale e lo hanno spedito anticipatamente verso il traguardo, purtroppo ancora a piedi, e alla nostra aquila affaticata, gli sono arrivati i crampi, persino nelle unghie dei piedi. Sotto l’arco rosa, la rappresentante Salomon Inghilterra Anna Frost, alza le braccia al cielo e mentre compie questo gesto di trionfo il sul cip, legato alla scarpetta, decreta il tempo gara di h. 5 09’22” medaglie d’argento e bronzo per le due campionissime Brizio Emanuela h. 5 14’22” e Mora Cecilia h. 5 21’44” due inossidabili aquile della Valetudo hanno gareggiato nel 2010, sempre, ovunque e dovunque, portando sempre i colori e l’aquila della Valetudo, agli onori dei podii, sia in campo nazionale che in quello internazionale. Che tempra queste due!.Poi una simpatica e festante premiazione ha rimandato tutti a casa, ma non è finita qui! Domenica prossima in Svizzera, si corre la famosa Sierre Zinal e le aquile Valetudo risponderanno: Ci siamo! Vogliamo essere protagonisti, come sempre!.
Giorgio Pesenti

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