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Isabella Winter Running Off Road 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Pesenti   
Lunedì 20 Febbraio 2012 16:07

E’ stata una grande esperienza..
Di Isabella Labonia: Sabato sera scherzavo sul numero di pettorale 235, che comprende il 35, cioè la massima distanza mai percorsa per me e Matteo e un mio amico mi aveva detto: 5-3 fa 2 per cui devi arrivare almeno seconda. E io non l’ho deluso e sono arrivata addirittura prima. Questa vittoria inattesa, su una distanza mai percorsa, fa ben sperare per la prossima stagione di skyrace e skymarathon che temevo di dover abbandonare nel momento in cui, dopo ogni gara corsa nella stagione 2011, sono dovuta stare ferma o per i talloni o per una distorsione alla caviglia o per altri acciacchi. Tu credi di scegliere tra gare su strada o skyrace, ma in realtà è la montagna che sceglie te. E oggi più che mai l’ho compreso appieno perché, fin dai primi km, vedevo atleti che, con scarpe inadeguate, scivolavano sul percorso, rischiando anche di farsi male in modo serio. La montagna non è per tutti e, soprattutto, non bisogna credere di poterla battere. E’ lei a volte che ci lascia vincere. Per tutta la scorsa stagione in cui dubitavo che la mia strada fossero i suoi sentieri, la montagna ad ogni gara si prendeva una parte di me: i talloni, la caviglia, le ginocchia. Dopo l’esperienza di due settimane fa a -17°C sul percorso di 30 km dei sentieri di Santa Cristina, oggi non sapevo più a che santo votarmi e ho deciso di affidarmi agli elfi ed ai folletti degli splendidi boschi di Gargallo. Con la loro benevolenza, ho guadato fiumi, mi sono lanciata a perdifiato nelle lunghe discese su neve, ho padroneggiato le contropendenze, sia nevose che fangose, e mi sono anche arrampicata con mani e piedi su pendenze terrose dopo esser scesa quasi pattinando nelle tante gole che hanno movimentato la parte finale del percorso. Non mi sono mai data per vinta anche se non sapevo, all’inizio, di essere in testa e, durante la gara, a quanti minuti fosse la seconda donna. Ho corso sempre col sorriso, spesso ingannando le lunghe salite scambiando due chiacchiere coi compagni di avventura che staccavo in discesa e mi riprendevano nei lunghi tratti in piano su neve. E’ stata una grande esperienza, da cui sono uscita senza neanche una vescica sui piedi, nonostante i calzini inzuppati e le scarpe piene di neve, acqua e fango. Forse solo perché non ho più paura della discesa e la faccio spingendo (come mi ha detto, dalla prima volta che le ho chiesto come si dovevano affrontare le discese, la mia mentore, niente poco di meno che la supercampionessa Manuela Brizio) anziché frenando di tallone, forse per l’attenzione all’abbigliamento tecnico o forse solo perché anche quando potrei mollare non mollo mai, ma oggi le fate dei boschi di Gargallo mi hanno incoronato regina e la fatica è stata premiata dalla grande soddisfazione di arrivare prima, per di più su una distanza mai percorsa prima d’ora! 

Commento di Teo:
Due settimane fa, nella gara di 30 km de “I sentieri di Santa Cristina”, una partenza troppo roboante, la neve e il forte freddo, mi aveva impedito di concludere la gara al ritmo a cui stavo correndo. Al 17° km, infatti, le gambe si erano piantate e di correre non ne avevano proprio più voglia. Ho concluso comunque la gara alternando cammino e corsa molto blanda.

Oggi, al Winter Running Off Road di 35 km, a Gargallo, avevo voglia di rivalsa, e rivalsa c’è stata!

Nonostante il percorso non fosse di certo dei più facili, neve, fango, dislivello e ostacoli vari non mi hanno impedito di concludere la gara in modo consono alle mie capacità, piazzandomi 9° assoluto. La partenza, questa mattina, è stata cauta (se non si impara dagli errori…) e, una volta trovato il livello di fatica corretto, ho cercato di mantenerlo nel migliore dei modi. Dopo 27 km, però, il calo c’è stato comunque ma l’avevo preventivato: è impensabile che riesca a concludere gare così lunghe senza intoppi, dal momento che queste distanze chilometriche non le ho mai corse prima d’ora in vita mia.

Nonostante tutto, però, i trail e le skyrace, con le loro difficoltà, donano alla competizione qualcosa di unico e decisamente divertente che nelle normali corse su strada non si possono provare: insomma, sono divertimento puro e la regola primaria per fare bene sport è divertirsi, quindi, diamo tempo al tempo, allenamento e dedizione e sono certo che in men che non si dica, gare come quelle di oggi diventeranno una passeggiata di salute!


 

Commenti  

 
#1 antonio 2012-02-20 21:24
ciao sono antonio e ho avuto il piacere di conoscere ISABELLA durante la gara e TEO aal'arrivo( andava troppo forte per me'). complimenti ad entrambi per il risultato davvere forti.. ci vediamo su qualche altra montagna
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