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Granelli di sabbia per un'aquila PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Pesenti   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 17:23

La prudenza non è mai troppa,
se diventa troppa, non è piu’ vita.
Impara a riconoscere i tuoi limiti, e poi va!
Da un’aquila del deserto per volare in alta quota:
La mente, piu’ dei muscoli fà la differenza.
La grande magia della vita.

 


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Cinque deserti percorsi a piedi, da sola e in autosufficienza, un record mondiale imbattuto fino ad oggi. Giorni e giorni di silenzio e solitudine, a contatto con il piu’ ostile e sconosciuto degli ambienti naturali con la sola compagnia dei pensieri, dove l’unico essere umano vivente nello spazio di centinaia di chilometri ero io, una donna normale, con 25 kg. di zaino sulle spalle. Parlare di prudenza in simili condizioni sembra assurdo: come si può pensare al concetto di prudenza, quando ogni momento delle mie giornate nel deserto era una lotta per riuscire ad andare avanti e sopravvivere? Nessuno avrebbe scommesso sul successo delle mie imprese: riuscire là, dove persino uomini piu’ robusti e piu’ giovani di me avevano fallito, sembrava una sfida impossibile. Eppure, nonostante il caldo, la fatica, le piaghe sotto i piedi e la sete ho realizzato il mio grande sogno: attraversare un deserto in ogni continente.
Qual è il segreto? Ho sempre sostenuto che la mente piu’ dei muscoli fà la differenza, e la mente di noi donne credo abbia delle caratteristiche che la distinguono da quella degli uomini: maggior senso dell’equilibrio, capacità di valutare con distacco le situazioni piu’ difficili e decidere rapidamente scegliendo la soluzione migliore, che spesso significa anche sapersi fermare in nome della sicurezza. In una parola prudenza.
Essere prudenti non significa chiudersi in casa e rifiutare di mettersi alla prova: se cosi’ fosse, la civiltà sarebbe ferma all’età della pietra e le grandi scoperte ed esplorazioni non sarebbero mai avvenute. Al contrario bisogna vivere pienamente la vita che ci è stata donata e saperne sfruttare ogni istante, per seguire il percorso di conoscenza ed esperienza che diventerà il nostro patrimonio nel corso degli anni. Prudenza non vuole dire rinunciare, bensi’ accettare le sfide che ciascuno di noi incontra lungo il cammino della propria esistenza e imparare a gestirle, valutandone i pro e i contro con la massima serenità, senza forzature.
Mettersi alla prova con prudenza, solo cosi’ si potrà acquisire l’esperienza necessaria ad affrontare anche i momenti di difficoltà senza lasciarsi sopraffare , solo in questo modo l’uomo avrà imparato a conoscere se stesso e a valutare le proprie capacità. Il passo in piu’ va fatto, ma con attenzione nel mio caso, ogni cespuglio poteva nascondere l’insidia di un serpente velenoso , e allora la concentrazione diventava assoluta: quando mi avvicinavo alle zone che ritenevo fossero le piu’ pericolose, rallentavo l’andatura e con i bastoncini che servivano da appoggio durante la marcia cercavo di fare rumore per avvisare gli animali della mia presenza. Se, nonostante tutto, mi capitava di imbattermi in qualcuno di loro, come è successo molte volte, mi fermavo immobile per non spaventarli e non provocare una reazione di attacco, poi lentamente arretravo cercando un nuovo passaggio. La prudenza nasce anche dalla conoscenza: se non affrontiamo le avversità della vita, come possiamo pretendere di superarle? E’ importante saper riconoscere i propri limiti, perché ognuno di noi nasce con caratteristiche ben definite ed è fondamentale comprenderle per essere in grado di gestire le situazioni di emergenza. Quello che per un individuo risulta semplice, può essere giudicato folle da un altro o viceversa. Nel codice genetico dell’uomo si è scoperto che esistono modifiche che predispongono alcune persone all’avventura, mentre altre sona andate a condurre un’esistenza tranquilla. Il concetto di prudenza, quindi, non può essere lo stesso per tutti ma deve adattarsi alle caratteristiche di ciascuno. Questa è la grande magia della vita. Il proverbio recita” La prudenza non è mai troppa”. Io invece sostengo che, se diventa troppa, non è piu’ vita.

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Da un libro di Carla Perrotti: Carla è una Milanese, documentarista, tra il 1991 e il 2003 è riuscita ad attraversare, sempre da sola, un grande deserto in ciascuno dei cinque continenti. Le sue imprese sono raccontate nei libri Deserti e Silenzi di sabbia.

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Giorgio    

 

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