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I nostri occhi in alta quota vanno protetti.
È indispensabile usare occhiali protettivi con lenti polarizzate.
Come consigliato anche dalle nostre Federazioni ISF e FIS.
Gli occhiali sono un’accessorio utile o un dispositivo di protezione superfluo?.
Leggendo lo schema medico sotto riportato è consigliabile l’uso degli occhiali al 100%, l’uso di questo presidio è pure consigliato dalla nostra Federazione ISF e FIS. Chiaramente l’occhiale non è miracolistico ma i nostri occhi, già messi a dura prova per lo sforzo fisico in alta quota, non devono sopportare anche i raggi UV. Per cui chi vuole preservare la vista d’aquila negli anni è meglio che indossi sempre sopra il naso un’occhiale di eccellente qualità con lenti polarizzate antiurto, anche se l’impiego risulta problematico quando il calore del sole di ferragosto provoca un’abbondante sudorazione, e quando piove, l’accessorio bagnato si può accomodare nel suo contenitore in un taschino dell’abbigliamento. Infine se risulta problematico l’uso in discesa, si possono togliere o legare con un apposito laccetto elastico. Affermare di rendere obbligatorio l’uso mi sembra un’imposizione costrittiva ma invece è utile informare chi frequenta l’alta quota dei rischi che incappa la vista, poi un’informazione medica capillare ed adeguata farà scattare la molla perché ognuno di noi diventi sensibile alla salvaguardia della nostra vista d’aquila.
Ultravioletti e occhio
Ultravioletti, un pericolo invisibile per la nostra vista
Aumentano progressivamente con l’altitudine e quando il sole è piu’ alto nel cielo il pericolo per gli occhi è maggiore.
La nebbia e il riverbero della neve, le cui particelle d’acqua assorbono i raggi infrarossi, riducono la luminosità totale, ma hanno scarso effetto sui raggi ultravioletti.
Non meno importante è la riduzione della filtrazione degli UV dovuta alla lenta ma progressiva deplezione del filtro dell’ozono atmosferico.
Danno acuto
Sintomatologia:
Latenza 6-12 ore
Dolore urente oculare
Lacrimazione
Fotofobia
Spasmo palpebrale
Risoluzione in alcuni giorni
Danno acuto
Cheratocongiuntivite Attinica – Oftalmia delle nevi
Patogenesi:
Gli UV hanno danneggiato lo strato epiteliale superficiale della cornea mettendo cosi’ a nudo delle minutissime terminazioni nervose estremamente sensibili, responsabili delle reazioni di difesa sopra descritta.
Danno acuto
Cheratocongiuntivite Attinica- Oftalmia delle nevi
Prevenzione:
Non dimenticate gli occhiali, indossarli
Occhiali di ricambio
Protezione con un cartone forato
Bendare alternativamente e a intervalli regolari ora un occhio ora l’altro
Danno acuto
Cheratocongiuntivite Attinica – Oftalmia delle nevi
Terapia:
Mettere a riposo gli occhi con bendaggio occlusivo
Pomate riepitelizzanti ( xantopterina-vitamine )
Colliri antidolorifici (ketoprofene )
Danno cronico
Cataratta:
Il cristallino, la lente situata dietro all’iride, che mediante il suo potere di accomodazione permette di far convergere nitidamente sulla retina immagini vicine e lontane si opacizza
Danno cronico
Patogenesi:
Gli UV ( non sono l’unica causa ) fotoionizzano alcune sostanze proteiche, specie nella parte centrale del cristallino non protetto dal’azione di sbarramento dell’iride, con formazione di pigmenti che danno il caratteristico calore ambrato al cristallino
Caratteristiche degli occhiali
Non devono proteggere ma filtrare:
Devono filtrare la componente blu-violetta e gli UV
Occhiale scuro?!
Lenti fotocromatiche?!
Specchiatura?!
Lenti antiriflesso?!
Colore delle lenti?!
Lenti in policarbonato avvolgenti con micro montatura interna correttiva?!
Le principali specifiche tecniche di un occhiale da sole vengono stabilite dai protocolli:
-European CE CEN.TC 85/WG1 Standard
-USA FDA Registration Number: 9681187
-USA ANSI Z80, 3-1986 Standard
-USA Impact Resistant Test (Military Standard 105.)
In collaborazione con Ottica Rota Rosalba Ornella
Via Marconi 6, Almenno San Salvatore Bg
Tel. 035 640287 sito: fotootticarota.com
Giorgio Pesenti Valetudo skyrunning Italia
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