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Scritto da Giorgio Pesenti
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Mercoledì 28 Aprile 2010 21:38 |
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Allenamenti di qualità!
Ovviamente si, ma attenzione al test della scala.
La gran parte degli infortuni sono legati a prove di qualità, cioè a quelle prove dove l'impegno dell'atleta supera l'80% delle sue possibilità.
Si devono considerare prove di qualità:
a) le gare (per ovvia definizione)
b) gli allenamenti che l'atleta termina senza avere la consapevolezza di poter reggere a pari andatura ancora per un 20%. Se si esegue un lungo di 20 km, l'atleta che arriva senza la riserva sufficiente per percorrere ancora almeno 4 km allo stesso ritmo ha eseguito una prova di qualità. Chi esegue 10 ripetute esegue una prova di qualità se arriva in condizioni tali da non riuscire a compierne altre due di egual valore.
c) eventuali tratti che portino l'atleta oltre l'80% delle sue possibilità. In questo punto sono compresi allunghi, variazioni di ritmo ecc.
Poiché spesso l'amatore, complice anche la carta d’identità, convive con dolori e doloretti, è necessario che sappia gestirli correttamente e in particolare deve sapere quando è bene che si astenga da prove di qualità. Per rispondere al quesito si può usare il banale test della scala.
Il test – Si salga e si scenda una normale scala di casa per venti gradini circa. Se durante la prova si avverte dolore in punti precisi del proprio apparato muscolo-scheletrico ci si deve astenere da prove di qualità.
Il test sembra ovvio, ma è veramente impietoso: se fosse eseguito spesso si eviterebbero molti infortuni. Pur essendo una condizione necessaria, ma non sufficiente per garantire l'incolumità, è comunque un valido "coach" per tutti coloro che sono allenatori di se stessi.
Giorgio
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