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Alpini e simpatizzanti in festa a Bergamo.
Le montagne temprano mente e fisico.
Un esempio assolutamente da imitare.
Fustinoni Dario socio fondatore Valetudo skyrunning Italia racconta:
A Bergamo domenica 9 maggio c'è stata l'adunata Nazionale degli Alpini e vi assicuro che è stato un evento emozionante e spettacolare, tutti si sono complimentati con la città di Bergamo e con la sezione Ana di Bergamo. Per le problematiche del meteo, nuvole basse e scrosci di pioggia, è stata una sfilata quasi in notturna, ma i temerari Alpini campioni di solidarietà e tenuta fisica, non hanno fatto una piega. Per i motivi descritti desidero accumunare gli Alpini ai corridori del cielo, anche perché ci unisce la passione per le montagne e per i risvolti umani dello stare insieme.
Gli alpini di Bergamo dovevamo sfilare a partire dalle 19.00 invece siamo partiti con 1 ora circa di ritardo; all'ammassamento sembrava quando eravamo in caserma che, fermi sotto la pioggia, si aspettavano gli ordini. I più fortunati sono riusciti a ripararsi sotto i tetti delle case lungo le vie dell'ammassamento o sotto le tettoie dei supermercati e delle bancarelle, ma la maggior parte degli Alpini erano sotto l'acqua e per avere un pò di riparo affossavano la testa tra le spalle e aspettavano la sfilata.
Veramente sembrava essere ancora in caserma e c'erano gli stessi mormorii: "sperem che al desmete de piof, no oramai al se maciat so"; "ma quando as parte"; ecc.
Sotto la pioggia e ormai quasi al buio verso le ore 20.00, da lontano si sono intravisti i gagliardetti degli Alfieri che si alzavano: "pronti as parte", tutti che si ammassavano nella via e ci si contava per 9 ogni fila; piano piano siamo partiti evitando le pozze d'acqua e tra le file si sentiva: "oramai a ghe sarà pio nisu sol percors, i sarà andac tocc a ca".
Arrivati in Borgo Palazzo si sono accese le luci dei lampioni e guardando alcuni Alpini avanti di qualche fila in camicia fradicia mi son reso conto quanto ero stato fortunato portarmi la giacca a vento; tra gli applausi dei residenti siamo arrivati in Piazza Sant'Anna, quì inaspettatamente ci hanno accolti centinaia di persone che applaudivano e ci incitavano; questa accoglienza ci ha caricati di entusiasmo al punto di non sentire più la pioggia battente e men che meno le pozze d'acqua dove si entrava con le scarpe oramai fradice.
Abbiamo percorso la via A. Mai tra due cortei di gente che gridavano: viva gli Alpini, evviva Bergamo, Berghem, Berghem,...; ma quando poi abbiamo svoltato per la via Papa Giovanni sembrava di essere allo stadio fino alla fine di via Verdi .
Tutte le persone sulle tribune e dietro le transenne erano bagnate fradice come noi, gli ombrelli erano chiusi per applaudire gli Alpini Bergamaschi; ci incitavano e noi rispondevamo con entusiasmo; non si sentiva più l'acqua che colava dalla schiena, non si sentivano più i piedi bagnati e gonfi per le ore passate fermi in piedi, non si sentiva più la stanchezza dei giorni precedenti a preparare questa bella Adunata; si marciava al passo della banda, contraccambiavamo i saluti, ci applaudivano e ci incitavano, è stata un'emozzione unica.
Passando poi davanti alla tribuna delle autorità mi ha emozionato vedere il Presidente Perona che, in piedi sull'attenti, aveva il tronco del corpo che pendeva sulla sinistra per sorreggere il braccio destro alzato per il saluto militare (chissà da quanto tempo manteneva quella posizione).
Anche in questi giorni, successivi all'adunata, stiamo ancora lavorando per ripristinare la città, come stanno facendo tutti i gruppi Apini in tutta la Bergamasca, ma è talmente grande la gioia provata domenica sera che la stanchezza non la si sente.
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