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I nomadi del running PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Pesenti   
Martedì 22 Febbraio 2011 18:50

Le nuove tendenze, ferie d’agosto, addio,
ecco il nomadismo a portata di mouse.
E’ in gran forma il popolo dei vacanzieri sportivi……

 
Come nel ritornello di una delle piu’ famose canzoni Italiane di tutti i tempi “ io vagabondo”; viaggiare in Italia e in tutto il mondo, con la scusa di partecipare ad una gara, ormai è un vero boom. Non per niente lo chiamano turismo sportivo, solo nel 2010 lo sportarsi da una corsa all’altra, è aumentato del 18%, in sostanza per lo sport in generale, si muove un’Italiano su quattro. Nell’atletica comunque la parte del leone lo fà la maratona di New York, altro che ferie sdraiati sotto l’ombrellone sorseggiando una bibita e sfogliando un quotidiano, l’unica cosa positiva in questo è che si consumano le creme pre e dopo sole della Valetudo; per diventare eroi della grande mela ci vogliono 5 giorni di Calvario. Ci riconosciamo anche noi sky-nomadi, nei vari calvari del running o delle competizioni sportive in generale, infatti partecipare ad una competizione di skymarathon o skyrace è un’avventura molto pepata e pure speziata. Per farla breve, New York è una città con tutte le comodità, mentre le nostre sky si svolgono lontano dalle metropoli e dai relativi comfort, per cui, i disagi sono doppi, ma ricordatevi che la soddisfazione và a braccetto con i relativi disagi. Se poi andiamo sulle competizioni ultra trail tipo il tor de Geants altro che sky sulle vette Valdostane, il cielo, per i coraggiosi trailer, si apre proprio. Capire il perché a volte si rifiuta la proposta dei relativi compagni/e di vita, è un rebus, niente weekend a Parigi, niente settimane alle terme, niente villaggio all’ inclusive alle Maldive, al massimo si concede una visita fuori porta il lunedi dell’angelo, ma poi, via di corsa verso i calvari. Analizando il perché ormai molti atleti scelgono queste vacanze-fatica, anziché le classiche vacanze da pascià, gli adetti alle agenzie di viaggio, affermano che per i runners, con annessi accompagnatori, considerino ormai queste trasferte delle vere missioni o rituali da compiere a tutti i costi. Ma ragionando con le ali, direi che, la fatica è roba dell’altro mondo, mentre in questo, è fondamentale realizzare i propri sogni perché altrimenti la quotidianietà ci rende la vita molto piatta e spegnere l’attività positiva del nostro essere, ci fà ammalare nella bassa marea della sedentarietà. E allora……….  . Cosa aspettate voi del 75%, accendete l’adrenalina che c’è nelle vostre ali!
Giorgio

 

Commenti  

 
#1 TEO LORENZI 2011-02-23 08:58
Se poi, come per me e Isabella, sia moglie che marito partecipano alle gare è ancora meglio! :lol:
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